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Amico di Dante, che ne rievoca gli affetti familiari nel canto VIII del Purgatorio, nipote del conte Ugolino della Gherardesca, esponente di punta della schiatta pisana dei Visconti che dagli albori del XIII secolo esercito poteri sovrani su parte della Sardegna, Nino giudice di Gallura si colloca nel mezzo di molte delle crude vicende e delle sanguinose tensioni che animarono la seconda meta di quel secolo. Testimone ancora bambino dell'ostilita verso Carlo I d'Angio, accresciuta dall'orrore per la decapitazione del sedicenne Corradino di Svevia; provato, poco piu che ragazzo, dall'infausta disfatta della Meloria, causa prima della decadenza pisana; incautamente prestatosi ad affiancare suo nonno nel governo della citta, e travolto dalla congiura culminata nella tragedia della Muda; costretto all'esilio e a guerreggiare contro la madrepatria, fino a rivestire, dopo avere combattuto anche a Campaldino, il ruolo di capitano della taglia guelfa di Toscana; spirato in terra sarda nella disperata difesa del Regnum Gallurie, proprio alla vigilia di quell'infeudazione dell'intera isola a Giacomo II d'Aragona che, voluta da Bonifacio VIII, avrebbe presto portato al disfacimento della lunga esperienza giudicale. Il libro ne ricostruisce la breve vita tumultuosa ed estende l'indagine alla toccante umana ventura dell'unica figlia Giovanna, vedova a vent'anni del trevigiano Rizzardo da Camino e vittima incolpevole dei non sopiti rancori ghibellini contro l'ormai decaduta casata, ed alla piu fortunata sorte di Beatrice d'Este sua sposa, rimaritata al milanese Galeazzo Visconti figlio di Matteo Magno.
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Amico di Dante, che ne rievoca gli affetti familiari nel canto VIII del Purgatorio, nipote del conte Ugolino della Gherardesca, esponente di punta della schiatta pisana dei Visconti che dagli albori del XIII secolo esercito poteri sovrani su parte della Sardegna, Nino giudice di Gallura si colloca nel mezzo di molte delle crude vicende e delle sanguinose tensioni che animarono la seconda meta di quel secolo. Testimone ancora bambino dell'ostilita verso Carlo I d'Angio, accresciuta dall'orrore per la decapitazione del sedicenne Corradino di Svevia; provato, poco piu che ragazzo, dall'infausta disfatta della Meloria, causa prima della decadenza pisana; incautamente prestatosi ad affiancare suo nonno nel governo della citta, e travolto dalla congiura culminata nella tragedia della Muda; costretto all'esilio e a guerreggiare contro la madrepatria, fino a rivestire, dopo avere combattuto anche a Campaldino, il ruolo di capitano della taglia guelfa di Toscana; spirato in terra sarda nella disperata difesa del Regnum Gallurie, proprio alla vigilia di quell'infeudazione dell'intera isola a Giacomo II d'Aragona che, voluta da Bonifacio VIII, avrebbe presto portato al disfacimento della lunga esperienza giudicale. Il libro ne ricostruisce la breve vita tumultuosa ed estende l'indagine alla toccante umana ventura dell'unica figlia Giovanna, vedova a vent'anni del trevigiano Rizzardo da Camino e vittima incolpevole dei non sopiti rancori ghibellini contro l'ormai decaduta casata, ed alla piu fortunata sorte di Beatrice d'Este sua sposa, rimaritata al milanese Galeazzo Visconti figlio di Matteo Magno.